“Via Plinio”, silloge digitale di Dario F. Pericolosi


Per la rubrica “Libero Libro si Libra”, presento “I miei ebook” di poesia e di narrativa pubblicati online su una nota piattaforma italiana operante nel settore dell’editoria elettronica. Il primo che vado a presentare oggi è Via Plinio, silloge di poesie scritte dal 1979 al 1986.
La data di pubblicazione online: 31 gennaio 2020. Via Plinio è disponibile nelle più importanti librerie online.

PREFAZIONE

Questa Milano ci pare nuova, un cosmo dove cieli e case si conglobano in una realtà unica – sprazzi di luce irrompono indifferentemente dal cielo o dai fanali, dai metalli cromati o dalla luna. Questa compaginazione urbano-meteorologica non si esaurisce qui: c’è in tutto come un magma fluente, uno scorrere delle cose nei versi punteggiati di rare pause, o un mobile tessuto nelle cui maglie sono presi gli uomini, e gli stessi sentimenti dell’Autore, senza che tutto ciò venga sentito come una costrizione, un imprigionamento: le creature della città, oggettificate, o viceversa la città animata confluiscono nel magma unico, luminescente, quieto, e terminano in un passato “ove gli anni si accartocciano nei rottamai di periferia”. L’individuo perde così i suoi confini per sconfinare nella società, la società li perde per farsi cose e città, e tempo, tempo solido e deperibile. Non che in questa colata materica manchino le lacerazioni allarmanti. “I pipistrelli rinchiusi nel castello della psiche dormono appesi alle travi” e “si sentono ululati di lupi affamati di toast farciti”, persino “i bambini sono nervosi coi loro schiamazzi, generazione del venire misterioso”: c’è un insidia, un agguato, forse una breccia dove si può precipitare. “Nebbie lontane verranno come il Barbarossa e i suoi fanti”; ”la bufera scatenata da forze nascoste”: un’incrinatura profonda lede la città immaginata dall’Autore, che ci ricorda un po’ certe sfere lucenti di Arnaldo Pomodoro, in cui si aprono inquietanti voragini.

G. L. P.

Di seguito la poesia “Analisi” estratta dalla silloge.

Scopro, nel silenzio
del mio osservare, un punto
nel cielo immenso.
Ricerca morale di qualcosa
che assomigli alla verità.
Quante vie, viali larghi
nell’ingorgo caotico
della metropoli
che ogni mattina mi sveglia
e mi ordina di vestire i panni
dell’uomo della strada,
fin quando durerà il cammino?
I miei piedi divorano
chilometri di asfalto.

Commenti disattivati sul sito. Per tua comodità, scrivi il commento sulla pagina Facebook di Calcio alla Poesia. Grazie.