“Una vita a sé stante” di Emanuele Hazan

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Temo di star: lontano dalle stelle / sepolto nelle stanze / in vie frammezze, dove il tempo cade…

Zona Poesia Libera è una rubrica speciale dedicata alle poesie degli amici poeti. Ringrazio il nuovo entrato Emanuele Hazan per la sua lirica “Una vita a sé stante”. (Immagine di proprietà del blog Calcio alla Poesia)

Una vita a sé stante

Temo di star: lontano dalle stelle,
sepolto nelle stanze
in vie frammezze, dove il tempo cade.
Tace il dolor, ch’ardente,
brucia all’interno d’un corpo di ghiaccio.

Vibra un canto d’augelli, intorno ombreggi,
non si muove una foglia,
eppur moto interiore annaspa in cerca
d’un dettaglio d’amare;
ché l’amara brodaglia più non sazia
e l’occhio non si trova.

Tormentata sequenza mi dà nausea,
immagini non sono
perché la vista è buia, e non son suoni:
si confondono voci
nel silenzio che inghiotte incontrastato.

Potessi sentirlo, saprei osservare
e chiari avrei intendimenti.
Acqua e fango non smuovono nel petto
lo spirito, sepolto
in certezze, che vestono le forme
di verità distanti.

Si inseguono gli amanti disperati,
sono laffuori, io dentro
non partecipo mai del loro amore,
poiché non so se è mio
o d’altri il dolor, seppur infastidito.

Bramo per me solo, come fossi ìo,
ma lo so ch’io non son me.
Mentre scava nel cuore la sua tana
fastidioso prurito,
geme qualcosa all’esterno, ove muore
la pallida richiesta
d’una vita a sé stante.

* * *

Per gentile concessione di Emanuele Hazan

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