“Radice” di Claudio Pagelli

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resta poco, resta l’osso
 / che s’inarca e sbanda / nel vento che ci divora…
“Zona Poesia Libera” è lo speciale spazio dedicato alle poesie degli amici poeti. Ringrazio Claudio Pagelli, poeta della provincia di Como, per la sua lirica Radice tratta dalla fresca antologia poetica Bianche fioriture nere, arricchita con le fotografie di Gian Maria Garuti, edita da Puntoacapo, 2026. (Nell’immagine la copertina del libro)

Radice

resta poco, resta l’osso

che s’inarca e sbanda

nel vento che ci divora.

resta il bianco, il nero,

fragili radici fra i denti

della terra, l’aria che trema

tra gli insetti e la luna…

* * *

Per gentile concessione di Claudio Pagelli, Gian Maria Garuti e l’editore Puntoacapo

NOTA BIOBIBLIOGRAFICA
Claudio Pagelli nasce a Como nel 1975. È autore di numerose raccolte poetiche, fra cui L’incerta specie (LietoColle, 2005), Le visioni del trifoglio (Manni 2007), Ho mangiato il fiore dei pazzi (Dialogo, 2008), Buchi bianchi (Clepsydra, 2010), Papez (L’Arcolaio, 2011), La vocazione della balena (ivi, 2015), La bussola degli scarabei (Ladolfi, 2017), L’impronta degli asterischi (Ibiskos Ulivieri, 2019), Campo 87 (Puntoacapo, 2021) e Il taccuino dei lupi (ivi, 2024).
Ha conseguito riconoscimenti in vari premi letterari italiani (fra questi “Città di Capannori”, “Antica Badia di San Savino”, “Città di Induno Olona”, “San Domenichino”, “Lago Gerundo”) e sue poesie sono state tradotte in inglese, spagnolo e in dialetto milanese. Dal 2004 è presidente dell’Associazione Artistico Culturale Helianto, impegnata nella promozione di eventi culturali.

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