Poesia: “Sole primadonna” di Dario Francesco Pericolosi

Sole primadonna

Saliva le scale della città
avvolto nel cappotto irto di pelli.

Aveva l’odore dell’aglio e
delle cose forti come braccia,
tagliava l’aria con i raggi appuntiti:
era un sole di prima scelta, biondo,
gonfio di selfie,
una creatura notturna che incontrava
la luce dei miei spenti occhi.

Accendevo la lampada vicino
alla finestra per schiarirmi le idee:
quell’astro sembrava una primadonna!
Tagliente il chiaro viso ritagliato
nell’azzurro sorprendente
del cielo metropolitano di solito opaco.

La stella pendeva dalle mie labbra,
raccolsi la polvere di Hollywood
e la misi in un ipotetico romanzo.

Ti ho invitato a casa mia
tra due guanciali di luna,
gli spaghetti arrivarono al pettine,
i nodi non li contavo più,
pasta, pomodoro, aglio, peperoncino, olio, sale,
un pizzico di lussuria, tutto finì in padella.

Un colabrodo di parole calde
uscì dalla tua radiosa bocca
tra i fumi invernali.

La tua impressione è preziosa

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