“Lambro”, silloge digitale di Dario F. Pericolosi

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Per la rubrica “Libero Libro si Libra”, presento “I miei ebook” di poesia e di narrativa pubblicati online su una nota piattaforma italiana operante nel settore dell’editoria elettronica. Il terzo che vado a presentare oggi è Lambro, silloge di poesie scritte nel 2005.
La data di pubblicazione: 21 marzo 2020. Lambro è disponibile nelle più importanti librerie online.

PREFAZIONE

I corsi d’acqua hanno sempre avuto una particolare influenza sui poeti. Sono nato e cresciuto in una metropoli come Milano, e avere un fiume che scorre vicino è un vero toccasana. Non sarà come l’Arno di Firenze, il Tevere di Roma e nemmeno l’Adda di Alessandro Manzoni, ma è il Lambro, un fiume che dignitosamente scorre con le sue tranquille acque nei pressi del quartiere dove vivo.
In questa zona il corso d’acqua attraversa il parco omonimo, un vero polmone verde dentro un agglomerato che affoga nel cemento e nell’asfalto.
E così ho deciso di dedicare una raccolta di liriche a questo fiume milanese intitolandola, appunto, Lambro.
«Qui nasce il Lambro, con un fil di voce linda linda… », la citazione all’inizio dell’opera ben introduce alla trentina di poesie che al posto del classico titolo hanno un numero romano. Questo figlio delle Alpi parte da sopra il Ghisallo e va a finire nel Po. Il Lambro, per via delle sue scure acque, in una poesia (la numero V) l’ho accostato all’Acheronte e allo Stige. Qualche volta capita, per via degli scarichi industriali più a nord, di veder galleggiare una maleodorante schiuma bianca.
Come tutti i fiumi, anche il Lambro porta i suoi segreti fino al mare: “Amuleti di guerra e pace / hai depositato nel futuro… “. A ogni stagione, per via dei riverberi della variegata vegetazione che si affaccia lungo i suoi argini, ne prende la varietà cromatica: dal verde al marrone scuro, dal giallo intenso al porpora, dal blu scuro al bianco della neve.
“D’agosto del bel fiume / il Lambro indossa l’abito… “

Dario Francesco Pericolosi

Di seguito la poesia “III” tratta dalla silloge.

Nei tuoi palustri ettari,
tra gualchiere e trebbie,
si tingono le stelle, cariche
di chilogrammi di storia.

Tu, fiume, dall’inizio porti
le polveri dell’Universo
dove, tra le mani del mare,
la terra a finire va.

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