“L’aspetto salvifico della poesia”, editoriale di Luigi Giurdanella de I Poeti dell’Ariete News


“L’aspetto salvifico della poesia”, titolo dell’editoriale di aprile 2019 scritto da Luigi Giurdanella per il giornalino I Poeti dell’Ariete News. Gli incontri di letture del Gruppo di poesia I Poeti dell’Ariete si tengono ogni mese nel salone del Gran Caffè al Foro Foro Buonaparte, 67 – Milano – MM1 Cairoli. (L’immagine elaborata è di mia proprietà)

Dice Donatella Bisutti nel famoso libro La poesia salva la vita, che anche in un solo verso si possono concentrare immagini ed emozioni in cui scopriamo il senso della nostra esistenza. Ciò ci permette di attingere, con una nuova consapevolezza, alla nostra riserva di energie: in questo senso la poesia “salva la vita”. Io non so se la poesia può salvare la vita, sono però sicuro che può preservare quel piccolo pezzo di mondo che è in ognuno di noi. Esiste oggi un pericolo, sconosciuto agli esseri umani delle generazioni precedenti quando la poesia poteva rivelarsi salvifica, mi riferisco alla tecnologia e all’immenso potere che essa sempre più esercita sulle nostre menti e sulla libertà. Il rischio si presenta anche in considerazione che c’è chi afferma che il computer, grazie ad un apposito programma, può creare poesie! Ma è proprio questo che segna la differenza tra la vera e la falsa poesia, cioè tra la poesia naturale e la poesia artificiale, tra la poesia in quanto espressione di un’emozione, un sentimento, e la poesia in quanto effimera accozzaglia di parole. A differenza della poesia costruita artificialmente come in una catena di montaggio, la più autentica poesia è tale da rispecchiare sempre una componente imprevedibile di emotività, instabilità e precarietà propria dell’uomo, conferendo unicità ai versi. Capite che la condizione umana ai nostri giorni è giunta a un punto tale che o facciamo un salto di qualità diventando più spirituali, più veri, più buoni, insomma umanamente migliori, oppure le nostre esistenze saranno sempre più inquiete, depresse, vuote, violente. Coltivare una spiritualità che assegna il primato alla poesia significa mettere in atto una pratica di resistenza quotidiana per rimanere umani e così contrastare la dittatura tecnologica che incombe su di noi. L’esperienza della parola è viva, sfugge alle manipolazioni schiavizzanti di un computer: la parola poetica crea libertà! Sfruttando la capacità espressiva e sonora delle parole, si possono creare richiami, giochi lessicali e musicali, e suscitare tante emozioni, che difficilmente la tecnologia, anche la più avanzata, può dare (a proposito, il Laboratorio di Fonetica dell’Università di Torino ha organizzato una giornata di studi dal tema: “La musica della poesia”). Con la poesia si possono registrare, come in un diario intimo, esperienze personali e momenti esistenziali. Fare poesia può diventare conoscenza che genera il desiderio di una vita più vera. Nutrendosi di poesia, il nostro io a poco a poco si libera delle sue ristrettezze e dalla povertà di spirito, nonché dalle sue paure e dalle sue ansie, si libera insomma da tutto quel magma incandescente e a volte marcescente che denominiamo ego, spesso all’origine del cosiddetto male di vivere e di tanta sofferenza. Fare esperienza di poesia può significare ricevere una specie di rivelazione che ci mette le ali, e la vita acquista sapore, slancio, direzione e significato, perché la poesia appare come lo spirito del proprio tempo, riuscendo ad unire la nostra singolarità al senso complessivo del mondo. La poesia può parlare di tutto e di tutti: del quotidiano, della realtà, dei sentimenti, dei sogni, in modo che chiunque possa ritrovare il proprio orizzonte esistenziale. E’ vero che la poesia è il genere letterario più negletto, il meno commerciale, però, come disse Montale nel suo discorso di accettazione de Nobel: “la poesia è una produzione o una malattia assolutamente endemica e incurabile”. Allora, visto che è considerata antieconomica, la poesia cerca altre strade per farsi conoscere e apprezzare. Oggi per la divulgazione della poesia la fa da padrone la Lega Italiana Poetry Slam; disciplina artistica in realtà millenaria, visto che già nell’antica Grecia si svolgevano tenzoni poetiche giudicate dagli spettatori. Ma non tutti i poeti hanno voglia di sottoporsi ad estenuanti gare, e allora ci siamo noi Poeti dell’Ariete, con i nostri incontri di “Lettura Libera di Poesia”. Resta comunque il fatto che oggi ha più seguito la poesia letta in pubblico che i libri di poesia. Quando le poesie vengono recitate, pur nella diversità di voci, stili, forme, al di là del significato e della specifica emozione, c’è l’urgenza del poeta di comunicare il proprio sentire a tutti, al mondo intero! Ed è bellissimo perché così facendo si crea un cortocircuito tale che è chi ascolta a dare significato e valore alle poesie!

Luigi Giurdanella

Da: “I Poeti dell’Ariete News”, n° 148 aprile 2019

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Per gentile concessione del Gruppo “I Poeti dell’Ariete”

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