“La poesia: una sfida!”, editoriale di Luigi Giurdanella de I Poeti dell’Ariete News


“La poesia: una sfida!”, titolo dell’editoriale di giugno 2019 scritto da Luigi Giurdanella per il giornalino I Poeti dell’Ariete News. Gli incontri di letture del Gruppo di poesia I Poeti dell’Ariete si tengono ogni mese da ottobre a giugno nel salone del Gran Caffè al Foro Foro Buonaparte, 67 – Milano – MM1 Cairoli. (L’immagine elaborata è di mia proprietà)

Con quest’incontro, l’ultimo della nostra stagione poetica, si concludono le manifestazioni di lettura libera di poesia a tema, riprenderanno, come sempre, ad ottobre: stesso posto stesse modalità. Pensate, siamo arrivati all’ottavo anno che ci incontriamo al Gran Caffè al Foro: spazio confortevole, personale premuroso e diligente. Un grazie di cuore al Signor Fabio che gentilmente e disinteressatamente ci ospita, e ci ospiterà ancora per la prossima stagione poetica. Nel fare il rituale saluto di fine anno, per augurarci buone e felici vacanze, mi fa piacere accennare alla nostra storia, ai valori che ci hanno sostenuto, per rinfrescare la memoria e rinsaldare il nostro sodalizio. Questo Gruppo è nato da una sorta di sfida: avvicinare più gente possibile alla bellezza della poesia, cercando di sfatare i luoghi comuni che vuole la poesia difficile, incomprensibile se non addirittura noiosa. Per riuscire nel nostro intento e cercare di far diventare la poesia una scoperta e un’esperienza interessante, portatrice di sentimenti ed emozioni è stata vincente la formula: “Lettura Libera di Poesia a Tema”. Il Tema, per raccontare storie, dalla vita pubblica alle esistenze private, all’amore, alla cronaca, alle cose appena accadute. Questa formula quasi magica, è stata ideata dalla indimenticabile Caterina Parisi, che tanto si è prodigata per il Gruppo. Abbiamo puntato, e molto, sulle virtù della poesia letta in pubblico, sull’antica arte del confronto democratico attraverso la poesia che cuce, crea e che ci ha permesso di condividere esperienze umane e personali, consolidando il Gruppo. Questa è stata una buona strada, bisognerebbe legittimare i gruppi come il nostro che si basa sul rispetto reciproco, l’amore per la conoscenza, il piacere di crescere come uomini e come poeti. Tutto ciò può sembrare paradossale se consideriamo che le nuove tecnologie stanno rapidamente cambiando i modi di comunicare, organizzare la vita associata, facilitare la formazione di comunità alternative. Un esempio per tutti è il portale “face book” dove anche il nostro gruppo ha un sito, che utilizziamo per pubblicizzare le nostre iniziative e scambiarci informazioni, ma poi quando si tratta delle poesie, sentiamo ancora impellente la necessità del rapporto umano, di guardarci negli occhi, emozionarci ancora una volta per la recita in pubblico, sensazioni per noi (e mi auguro per tanti) essenziali per la vita. Una delle sfide della nostra epoca è la necessità e la difficoltà di vivere insieme, nella diversità di opinioni e di pensiero. A tale riguardo penso che ognuno di noi abbia espresso il meglio, sia con le proprie capacità poetiche, che con quelle di attenzione, comprensione e di fusione con i mondi poetici degli altri partecipanti. Gli incontri permettono di percorrere unitamente un frammento di vita, invece di rimanere chiusi nei nostri pensieri solitari. Nella poesia recitata c’è ancora più anima, vita, ritmo, più di quanto questa avesse sulla carta. Voglio sottolineare un modo speciale di vivere gli incontri: come laboratorio di idee e fucina di creatività, molti partecipanti, infatti, uniscono i versi a diverse forme artistiche come pittura, scultura, teatro. Altro obiettivo è quello di infondere uno spirito combattivo e pieno di speranza. Non dimentichiamo che all’orizzonte si sta profilando una nuova forma di schiavitù: l’essere umano senza sogni, senza passioni, senza poesia e perennemente insoddisfatto. Allora sperare non è ottimismo, ma vivere con realismo la vita, come risposta al pessimismo imperante, cercando di eliminare il male e rinnovare lo slancio verso il futuro. Consapevoli che c’è ancora tanto da fare, fiduciosi procediamo, cercando costantemente di migliorare e progredire, grazie anche all’entusiasmo e il sostegno di tutti.
E concludo con quanto dice il poeta visivo Emilio Isgrò: “un poeta esiste davvero quando non è lui il solo che vede. Ma quando sono gli altri a vedere per lui”.
Non mi resta che augurare Buone vacanze, ogni fortuna e che la poesia vi accompagni nella realtà di tutti i giorni. Arrivederci ad ottobre.

Luigi Giurdanella

Da: “I Poeti dell’Ariete News”, n° 150 giugno 2019

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Per gentile concessione del Gruppo “I Poeti dell’Ariete”

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